Marcia per la dignità 12 aprile2017  (Tra Serio & faceto) 

Il mio punto di vista. 

La giornata di mercoledì 12 #aprile2017 è stata una delle più lunghe e faticose della mia vita. Avevo detto, in una recente intervista, che non sarei mai più sceso in piazza a manifestare per motivi di salute e famigliari (quest’ultimi più importanti), ma non potevo mancare. Grazie a Roberta Lupo e ai volontari dell’Aism sono riuscito a partecipare all’evento. 
Come sempre la sfiga mi segue anche nei momenti topici (altrimenti che sfiga è?!) e per poco non mi fa saltare  la  marcia. 

Non appena arrivano i volontari dell’Aism ho avuto difficoltà a salire sul furgone poiché le ruote della spider, la carrozzina elettrica, giravano a vuoto sugli scivoli come se fosse un  criceto sulla cyclette!!! 

Dopo un paglio di tentativi sono riuscito a salire e partire per il luogo prestabilito. 

Non appena arrivato vicino alla cattedrale di Palermo altro problema, il terreno! La strada ai lati della chiesa era in pietra e la carrozzina sobalzava anzi la mia testa sobalzava! 

Per fortuna uno dei ragazzi ha guidato al posto mio. Pochi metri e saremmo arrivati nella strada liscia e lì sarebbe toccato a me riprendere la guida! 

Quando mi hanno detto che la marcia era cominciata ho sistemando il joystick e messo la velocità massima per arrivare nel cuore del gruppo. Schizzo come una saetta verso la meta, ma più mi avvicinavo e più gente mi fermava per salutarmi e conoscermi. La cosa più imbarazzante non era tanto l’attenzione che le persone avevano nei miei confronti quanto il fatto che ognuno di loro, senza volerlo, appoggiava la mano sul comando on/off della carrozzina elettrica e ogni volta dovevo  riaccenderla!!! 

Dopo questi imprevisti riesco ad arrivare alla testa del gruppo e li ascolto Giovanni Cupidi, una dei ragazzi che da anni lotta per avere una vita indipendente. Cerco  in mezzo alla gente  gli sguardi di Alessio e Gianluca e tutti gli altri che i questi mesi hanno sostenuto una battaglia faticosa. 

Ascolto la storia incredibile di Sharon, una giovane #caregiver che si occupa dei suoi genitori e penso a mia madre e mio fratello, anche loro “vittime” di una politica sorda e senza vergogna. 

Ho percepito attorno a me un gran voglia di cambiare le cose. 

Tutta quella gente  venuta a sostenerci è la dimostrazione che i nostri politici sono stati immobili in tutti questi anni. Loro non hanno fallito come dice qualcuno perché non ci hanno neanche provato! 


Marcia Per La Dignità 

MARCIA PER LA DIGNITA’ 

Mercoledì 12 Aprile 2017 ore 11:00  

Piano della Cattedrale di Palermo 


Abbiamo assistito in questi ultimi mesi ad un confronto senza precedenti con le istituzioni. 

Sono venuti a galla anni ed anni di abbandono, interessi, mediocrità, silenzi, sotterfugi. 

Continuiamo ad assistere ad offese, inganni, prese in giro che offendono la nostra condizione di persone con disabilità. Noi siamo LIBERI  e questo disturba. 

Abbiamo denunciato con tutti i mezzi possibili tali iniquità. Abbiamo lottato con le unghie per il diritto di TUTTE LE PERSONE CON DISABILITA’ , senza distinzione. Siamo tutti fragili con bisogni diversi  

Siamo stati più volte a discutere con tutti i politici, i dirigenti, gli amministratori.

Siamo ormai sconfortati ma risoluti. 

 GLI ANNUNCI SI MOLTIPLICANO, LE PROMESSE ABBONDANO, LA CAMPAGNA ELETTORALE INCOMBE e noi siamo diventati la MERCE DI SCAMBIO di giochi politici che non ci appartengono. 


NON VOGLIAMO PIU’ GRIDARE

 IL NOSTRO SILENZIO TUONERA’ PIU’ DELLE NOSTRE URLA


Chiediamo a tutti i cittadini siciliani, TUTTI, di unirsi a noi, giorno 12 aprile 2017 alle ore 11.00 per una breve marcia che dalla Cattedrale di Palermo, si muoverà verso Piazza Indipendenza. 

Vorremmo che ci fosse, non dietro ma accanto alle nostre carrozzine, silenziosamente, la società civile, la Sicilia onesta e laboriosa, le istituzioni scolastiche e tutte le associazioni della disabilità, perché questo tema riguarda tutti. Sappiamo che non è facile convincere la politica che le varie forme e i vari bisogni delle disabilità non devono essere affrontati come una emergenza, ma devono essere posti al centro dell’agenda, anche per le prospettive demografiche, ma ci proveremo tutti insieme. Perchè come  dice Il vescovo Don Corrado “Se in una società c’è una persona che vale ZERO, il risultato sarà per tutti, sempre,  zero”.

Ringraziamo ancora  la Chiesa di Palermo, rappresentata da Sua Eccellenza l’Arcivescovo Corrado Lorefice, per la sua ferma posizione a nostro favore e il suo impegno a starci accanto. 

E’ il MOMENTO DI STARE UNITI.

La disabilità è una condizione della persona, ogni persona non è diversa, disagiata, è differente da un’altra 

Questa è una  BATTAGLIA PER LA DIGNITA’ DI OGNI PERSONA.


#SiamoHandicappatiNoCretini


Giovanni Cupidi Giovanni Cupidi PIF Giuseppe Pippino Margherita Bravo Margherita Porcaro Rosa Maria Foti Antonella Ferro Gianluca Pellegrino Francesco Perugia 

Dog’s city… 

Stamattina mi sono fatto una passeggiata nel mio nuovo quartiere con la “Ciccio Mobile”,  cosa rara per me uscire di domenica. 

Avevo bisogno di staccare un po’ la spina e fare mente locale. Guardandomi attorno ho notato che ci sono molti cani, di qualsiasi razza, taglia e colore in questa zona!

Mentre passeggiavo per i fatti miei, stando attento alla strada, vedo da un cancello uscire una bambina tutta contenta che chiama il suo cane, “Simba”. Penso subito “caspita Un cane con quel nome sarà come minimo un dogo argentino…” No, era un volpino!

C’è un cane che abbaia solo quando passa il fattorino del panificio, chissà forse gli piace il pane! 

C’è Mia, il tenerissimo labrador dei nostri inquilini. 

Non parliamo del beagle sul balcone. Si chiama Rambo e quando mi vede passare attacca ad abbaiare come se avesse visto un viet cong!

Il più pericoloso di tutti resta un barboncino di cui ancora non so il nome. 

Lui abbia a chiunque si avvicini senza fare distinzioni e si mette in posizione da combattimento senza alcun timore. Un cane così coraggioso sicuramente si chiamerà Ken il Guerriero!!! 

Social world… 

Spesso mi domando se in questo mondo ormai iper tecnologico e barbaro allo stesso tempo, abbia più senso credere in qualcosa, in qualsiasi  cosa. 

Principalmente dovremmo credere in noi stessi, nelle nostre capacità di affrontare la vita, ma diventa tutto molto difficile quando ti accorgi che intorno a te il mondo subisce un continuo cambiamento, un continuo divenire in qualcosa che non ha una logica e neanche una morale. 

La perdita di certi valori e la nascita di altri, destabilizzano la percezione che ha la gente della realtà in cui vive.

La tecnologia è  la prima (forse) fonte di perdita della percezione della realtà. Essa ha creato idoli a cui non possiamo e non vogliamo rinunciare più, vedi il telefonino. 

Con il tempo, la nostra voglia (e smania) di comunicare e di stare in contatto ci ha sempre più allontanato da noi stessi, dalle cose importanti (vai poi a capire quali sono le cose importanti oggigiorno). 

L’avvento dei Social Network, poi, ha creato un “mondo parallelo” dove ognuno trasforma stesso in ciò che non è fino a farlo confondere /scontrare nella realtà. 

Pochi sono in grado di conservare la propria “natura” e a capire che i social sono solo un mezzo, uno strumento di comunicazione e basta. Non è dato sapere a nessuno, purtroppo, dove questa “contaminazione” ci porterà. 

Magari un giorno spegneremo questi piccoli schermi e ci guarderemo in faccia come facevo un tempo rivalutando certi valori e ricominciando a ricredere in noi stessi. 

Francesco Perugia 

Gli Scacchi… 

Se la vita fosse una partita a scacchi vorrei capire a quale pezzo di questo gioco secolare appartengo: forse sono un cavallo, mi muovo ad L, saltellando qua e la cercando di abbattere i miei nemici?! 

Oppure potrei essere una torre che  avanza orrizzontale  e verticale per tutta la scacchiera?

L’alfiere che si può muovere solo nelle caselle del colore di partenza? 

La regina, pezzo importantissimo, che può andare dove vuole per distruggere i suoi avversari?

Probabilmente sarei il re che si muove come la regina anche se più lentamente cercando di non farsi uccidere? 

La verità è che sono  solo un pedone, un soldato semplice che si muove come un re, che abbatte i nemici come un’alfiere. Un pezzo sacrificabile che cerca di arrivare dall’altra parte del campo di battaglia per diventare un pezzo più importante…

Francesco Perugia 

Filosoficando… 

Siamo qui ad osservare il bello e il brutto di questo mondo, disillusi, impacciati, un po troppo arrabbiati. 

Cerchiamo di programmare le giornate, i mesi e pure gli anni come se dovessimo lottare contro un nemico invisibile, ma che c’è ovvero il tempo! 

Vogliamo essere padroni di noi stessi e certe volte anche degli altri, e degli eventi naturali.

Siamo legati ai luoghi dove abbiamo vissuto o forse avremmo voluto vivere, o forse

da dove siamo passati per poco guardando dal finestrino di un treno fotogrammi di memoria, di vita.

Non crediamo più in niente di reale e irreale neanche nell’amore.

Infondo la verità è che non ci poniamo più neanche certe domande, forse perché ci diamo sempre le stesse risposte….
Francesco Perugia 

La mia giornata tipo… 

​Oggi voglio raccontarvi la giornata tipo di una persona disabile, cioè la mia. 

La mia giornata tipo è scandita dal tempo, come quella di tutti del resto! La mia, imparticolare, è dipendente da orari fissi, quasi immutabili. 

Mi sveglio alle 06:30 del mattino, certe volte riesco a scrutare i primi raggi del sole e quasi sempre ci metto un po’ a capire chi sono e soprattutto che ci faccio qui (crisi d’identità di prima mattina)!! 

Alle 07:00 faccio colazione bevendo il mio latte e caffè e leggendo le prime pagine di un libro o un fumetto, un rito quasi “apotropaico” a cui è difficile  rinunciare. 

Alle 08:00, salvo cambiamenti di orario, arriva l’operatore igienico e quindi mi  lavo e mi vesto, ovviamente fa tutto lui, è il momento in in cui io, personalmente, mi sento come una marionetta nelle mani di un burattinaio!

Lo “sballottamento” del mio corpo dura circa 2 ore. 

Alle 10:00 circa sono al PC per controllare le notifiche e dare un ‘occhiata ai quotidiani on line.

Dopodiché cerco di studiare ciò che non so o conosco poco, è bene tenere sempre la mente allenata, non si sa mai nella vita. 

In tanto che “smanetto” con il PC si sveglia mio fratello e Noa (il nostro pit bull). I due sono quasi inseparabili, stesso sguardo addormentato!!! 

Verso le 14:00 pranzo. 

Alle 16:00 comincio ad avere sonno poichè di notte dormo poco e male. Vado a disterdemi, ma Noa è iperattiva e vuole giocare con me e mio fratello, io  sono il suo giocattolo preferito! 

Nel tardo pomeriggio, dopo aver riposato, è il momento di ascoltare un po’ di musica. Certe volte sono selettivo su quello che voglio sentire, altre no. 

Di sera cerco di vedere un film, ma francamente la TV ormai è morta! 

Diventa quasi obbligatorio allora immergersi tra le pagine di un buon libro, cercando di far scorrere il tempo di cui io, e forse anche l’intera umanità, sono schiavo. 
P. S.  La mia giornata tipo, in linea di massima, non è sempre così. Ci sono molte variabili, le uscite programmate, quelle dell’ultimo minuto. Le visite ecc. 

Francesco Perugia