Al tribunale… 

Stamattina sono andato al tribunale di Palermo per risolvere alcune problematiche legate al l’amministrazione di mio fratello Andrea (lui è affetto dallo spettro dell’autismo e vive in un istituto vicino Catania). Per la prima volta nella mia vita ho sperato che almeno in tribunale ci fossero le barriere architettoniche, ahimè non c’erano!  

L’edificio era accessibilissimo! Non appena sono arrivato ho chiesto ad un carabiniere dove si trova l’ufficio del giudice tutelare e lui mi ha indicato il secondo piano, prima di salire però l’agente mi ha pregato di mettere lo zaino nello scanner per capire se c’era qualcosa di sospetto. Tra me e me ho pensato : <<E se mi chiede dei guanti blu? Che gli dico? >>

Risposta irreale n. 1 : <<Sono un nobile disabile decaduto per via delle buche di questa città!!! >>. 

Risposta irreale n. 2 : <<Sono un fan di CSI MIAMI!!!>>. 


Dopo questo flash, entro dentro l’ascensore e mi dirigo al secondo piano. 

Riesco a parlare con un dirigente dell’ufficio che mi propone una soluzione che purtroppo non mi convince del tutto. 

Dopo essere uscito dall’ufficio chiedo a mia madre (si, ci sono andato con la mammina!) di trovarmi un bagno. Lei comincia a chiedere in giro, dopo qualche minuto riusciamo a trovarlo. Per buona educazione si bussa alla porta per capire se il bagno è occupato o meno e mia madre è educata, dunque bussa. Io però gli faccio notare che non credo che proprio oggi ci siano molti disabili in loco a parte il sottoscritto! 

Uscito dal tribunale, vedo un tizio che spinge un carrello di documenti più grande e probabilmente più pesante di lui. Io, per 5 minuti, resto lì e assaporo l’aria fresca che sa di libertà. 

Perché per un motivo strano mi sono sentito stretto delle catene della burocrazia e non è la prima volta!!! 

Francesco Perugia