Ricordi di cenere 


Proprio non ci riesco a dimenticarti, ogni volta un frammento di memoria scende giù come pioggia riempiendo il vuoto che c’è nel mio cuore.                         

La forza di volontà da sola non basta, non è vero che il tempo brucia i vecchi pensieri trasformandoli in cenere. 

C’è sempre un soffio di vento che li riporta da me… 

Francesco Perugia 

Al tribunale… 

Stamattina sono andato al tribunale di Palermo per risolvere alcune problematiche legate al l’amministrazione di mio fratello Andrea (lui è affetto dallo spettro dell’autismo e vive in un istituto vicino Catania). Per la prima volta nella mia vita ho sperato che almeno in tribunale ci fossero le barriere architettoniche, ahimè non c’erano!  

L’edificio era accessibilissimo! Non appena sono arrivato ho chiesto ad un carabiniere dove si trova l’ufficio del giudice tutelare e lui mi ha indicato il secondo piano, prima di salire però l’agente mi ha pregato di mettere lo zaino nello scanner per capire se c’era qualcosa di sospetto. Tra me e me ho pensato : <<E se mi chiede dei guanti blu? Che gli dico? >>

Risposta irreale n. 1 : <<Sono un nobile disabile decaduto per via delle buche di questa città!!! >>. 

Risposta irreale n. 2 : <<Sono un fan di CSI MIAMI!!!>>. 


Dopo questo flash, entro dentro l’ascensore e mi dirigo al secondo piano. 

Riesco a parlare con un dirigente dell’ufficio che mi propone una soluzione che purtroppo non mi convince del tutto. 

Dopo essere uscito dall’ufficio chiedo a mia madre (si, ci sono andato con la mammina!) di trovarmi un bagno. Lei comincia a chiedere in giro, dopo qualche minuto riusciamo a trovarlo. Per buona educazione si bussa alla porta per capire se il bagno è occupato o meno e mia madre è educata, dunque bussa. Io però gli faccio notare che non credo che proprio oggi ci siano molti disabili in loco a parte il sottoscritto! 

Uscito dal tribunale, vedo un tizio che spinge un carrello di documenti più grande e probabilmente più pesante di lui. Io, per 5 minuti, resto lì e assaporo l’aria fresca che sa di libertà. 

Perché per un motivo strano mi sono sentito stretto delle catene della burocrazia e non è la prima volta!!! 

Francesco Perugia 

Appello ai Candidandi  Sindaci  di Palermo 

Salve sono Francesco Perugia un disabile e vostro concittadino. Qualcuno di voi mi conosce di persona, altri mi conoscono attraverso i media per via delle note vicende degli ultimi tempi che riguardano i disabili gravi di Palermo e Sicilia. 

Sono apparso di meno rispetto alle altre persone disabili  per via della mia timidezza, scherzo! La mia salute altalenante  non mi ha permesso di essere sempre presente in determinati eventi. 

Sto seguendo, ormai da qualche settimana, l’evolversi della vostra avventura politica alla conquista di Palermo e dei suoi cittadini. Uso il termine “conquista” perché saranno (mi auguro) le vostre idee appunto a conquistare il consenso dei cittadini di Palermo e non le reciproche schermaglie che fanno comunque parte del gioco. 

Durante la campagna elettorale, come si usa fare da sempre, si va in piazza, nei quartieri ad ascoltare la gente, i problemi che li affliggono, si usa esporre il proprio programma elettorale e si cerca insieme una soluzione. Questo ormai si fa anche nell’era digitale usando i famosi mezzi di comunicazione come Facebook, Twitter e youtube

È più facile arrivare alla gente, è  una comunicazione trasversale. Chi vi ascolta su i Social ha la possibilità di interagire direttamente con voi e voi con loro. 

Io che sono un di questi, che  rappresento una piccola parte di persone, quelli che fino a qualche mese fa erano “invisibili” agli occhi dei nostri amministratori (almeno di una parte di questi), non voglio star qui a fare un elenco di quali siano i problemi che “escludono”  dalla vita sociale alcuni vostri concittadini perché sono certo che già li conoscete.  Permettermi però di dirvi che certe cose le vivo sulla mia pelle ogni giorno, insieme ai miei cari,  e questo comporta un accumulo (di stress) di esperienza non voluta. 

Potrei stare qui a raccontarvi storie di vita vissuta, altro che leggende metropolitane! 

Quello che vi chiedo è la stessa attenzione che mettete nell’ascoltare tutti, perché noi disabili, persone dette “fragili” (concetto legato più alla salute che al carattere), facciamo parte di questa città, di questa isola. 

Insieme, attraverso un dialogo costruttivo , possiamo risolvere qualsiasi difficoltà e rendere Palermo una città veramente inclusiva

Francesco Perugia 

 

Apologia Del  Pessimista  

Io sono pessimista! Non è solamente un’affermazione così buttata a caso, ma una cosa che io reputo molto seriamente. Il pessimismo per come lo intendo io, non deve essere per forza qualcosa di negativo, anzi nel mio caso può essere interpretato come una forma di “autodifesa” nei confronti della vita. Il pessimista, i momenti di difficoltà,li affronta nel peggior modo possibile. Secondo voi una persona che vive un momento difficile, un periodo brutto può essere lucido, razionale nelle sue scelte? Beh… È difficile, ma non impossibile. Anche l’emotività di certo non rende le cose più semplici, ma non deve essere per forza un’ostacolo, anzi può diventare una componente determinate per il pessimista, per la sua autodifesa. Come fa il pessimista a difendersi dalla vita? In situazioni difficili, il pessimista scarta tutte le soluzioni negative di un determinato problema per arrivare ad una soluzione meno negativa possibile, senza troppi traumi, incidenti di percorso.

Ecco come faccio io quando sono nei guai, in una situazione antipatica, uso il mio pessimismo per trovare la soluzione di un problema che faccia meno danno possibile. Per questo posso definirmi un’ottimo pessimista!

Francesco Perugia 

La solitudine dell’anima di Eugenio Borgna (impressioni) 

Premesso che non è una recensione del libro di Borgna, lungi da me nel voler fare questo, è piuttosto un parere personale sull’argomento trattato, ovvero la solitudine. Lo scrittore ne dà un valore positivo ed negativo al termine solitudine come se stessimo parlando di una batteria “invisibile” da cui l’uomo deve ogni tanto caricarsi. C’è la cosiddetta solitudine positiva, quella in cui una persona ha bisogno di stare da sola con il proprio io (che può essere Natura, Dio ecc. http://www.anobii.com/books/La_solitudine_dell%27anima/9788807104657/018306e38c4e351b52) e quella negativa, dove essa diventa isolamento. 

Se nella prima c’è una necessità di allontanarsi dal resto del mondo, dalle persone per riscoprire la propria essenza interiore, nella seconda c’è una mancanza di  fondo. La totale assenza di comunicazione. Se in quella positiva il distacco è breve e voluto. 

Nella solitudine negativa viene a mancare una ragione per tornare indietro, nel mondo fatto degli uomini. 

Tale fenomeno, produce l’alienazione dell’essere. 

Il libro di Borgna tocca tutti gli aspetti di questo fenomeno, la malattia, la depressione, la paura, la morte quando parla di solitudine come isolamento. 

Invece per quanto riguarda la solitudine positiva   lo scrittore ne dà un accezione più profonda e mistica.

Un libro che consiglio di leggere indipendentemente dallo stato d’animo che uno ha, con molta calma. 

Francesco Perugia 

Libertà come prigione… 

Stamattina ho fatto un una passeggiata molto lunga e per la prima volta completamente da solo. No, non sono miracolosamente guarito e neanche sono un falso invalido! 

Avevo voglia di testare le mie capacità di guida della carrozzina elettrica senza “navigatore” cioè una persona che ti dica dove devi andare!

Non per vantarmi ma sono andato piuttosto bene, probabilmente il fatto di essere stato solo senza una persona che ti controlli e ti dia indicazioni mi ha reso più prudente e concentrato. 

Sono arrivato fino al pronto soccorso dell’ospedale “cervello” per precauzione, scherzo! Non sono entrato dentro, sono rimasto fuori tra gli alberi. 

Lo so, non ho scelto un bel posto per fare un giro, ma il silenzio che c’era lì oggi forse non l’avrei trovato da nessuna parte. dopo un po’ me ne sono tornato a casa. 

Per qualche ora sono stato indipendente, ma solo. 

Devo dire che questa libertà (a tempo) ha suscitato emozioni strane in me. 

Sapevo che ero libero, immerso nella natura, ma questa libertà era priva di qualsiasi significato. 

Perché credo che una libertà senza scopo è uguale ad una prigione di solitudine… 

Francesco Perugia 

Marcia per la dignità 12 aprile2017  (Tra Serio & faceto) 

Il mio punto di vista. 

La giornata di mercoledì 12 #aprile2017 è stata una delle più lunghe e faticose della mia vita. Avevo detto, in una recente intervista, che non sarei mai più sceso in piazza a manifestare per motivi di salute e famigliari (quest’ultimi più importanti), ma non potevo mancare. Grazie a Roberta Lupo e ai volontari dell’Aism sono riuscito a partecipare all’evento. 
Come sempre la sfiga mi segue anche nei momenti topici (altrimenti che sfiga è?!) e per poco non mi fa saltare  la  marcia. 

Non appena arrivano i volontari dell’Aism ho avuto difficoltà a salire sul furgone poiché le ruote della spider, la carrozzina elettrica, giravano a vuoto sugli scivoli come se fosse un  criceto sulla cyclette!!! 

Dopo un paglio di tentativi sono riuscito a salire e partire per il luogo prestabilito. 

Non appena arrivato vicino alla cattedrale di Palermo altro problema, il terreno! La strada ai lati della chiesa era in pietra e la carrozzina sobalzava anzi la mia testa sobalzava! 

Per fortuna uno dei ragazzi ha guidato al posto mio. Pochi metri e saremmo arrivati nella strada liscia e lì sarebbe toccato a me riprendere la guida! 

Quando mi hanno detto che la marcia era cominciata ho sistemando il joystick e messo la velocità massima per arrivare nel cuore del gruppo. Schizzo come una saetta verso la meta, ma più mi avvicinavo e più gente mi fermava per salutarmi e conoscermi. La cosa più imbarazzante non era tanto l’attenzione che le persone avevano nei miei confronti quanto il fatto che ognuno di loro, senza volerlo, appoggiava la mano sul comando on/off della carrozzina elettrica e ogni volta dovevo  riaccenderla!!! 

Dopo questi imprevisti riesco ad arrivare alla testa del gruppo e li ascolto Giovanni Cupidi, una dei ragazzi che da anni lotta per avere una vita indipendente. Cerco  in mezzo alla gente  gli sguardi di Alessio e Gianluca e tutti gli altri che i questi mesi hanno sostenuto una battaglia faticosa. 

Ascolto la storia incredibile di Sharon, una giovane #caregiver che si occupa dei suoi genitori e penso a mia madre e mio fratello, anche loro “vittime” di una politica sorda e senza vergogna. 

Ho percepito attorno a me un gran voglia di cambiare le cose. 

Tutta quella gente  venuta a sostenerci è la dimostrazione che i nostri politici sono stati immobili in tutti questi anni. Loro non hanno fallito come dice qualcuno perché non ci hanno neanche provato!