Libertà è… 

Cos’è la libertà? Abbiamo veramente idea del suo significato? 

La libertà non è un concetto astratto, essa la puoi vedere, sentire e certe volte anche respirare. 

Ha il profumo dell’aria fresca del mattino, ha l’aspetto di una nuvola passeggera. 

La libertà ha molteplici facce. Non è sempre una cosa positiva, per essa c’è gente disposta a tutto, persino ad uccidere. 

La libertà è partecipazione come cantava qualcuno. La libertà è tutto questo e molto altro ancora!

Per me la libertà è una forza che ti entra dentro, dentro l’anima, dentro il cuore, 

come se il mio corpo fosse una prigione e il carceriere nello stesso tempo… 

Francesco Perugia 

Utopia… 

Avete presente il quadro futurista di Boccioni, quello che raffigurava una “Città che Sale”? Un dipinto utopistico che ancora oggi sente dell’influenza del Simbolismo ottocentesco, il dipinto raffigura un cavallo che con sforzo traina un carro aiutato da diversi uomini. Il gigantesco animale rappresenta l’allegoria del lavoro e della forza fisica, sullo sfondo vi e’ rappresentata la periferia industriale con cantieri edili e ciminiere fumanti. Il dinamismo del quadro viene evidenziato delle pennellate veloci dell’artista e dai colori molto accesi (scusate per la delucidazione artistica). Come dicevo prima, il dipinto rappresenta una città che ha caratteristiche di lungo ideale. Come ci narra pure nel suo libro Tommaso Moro  “Utopìa”.  L’isola  Siciliana, in particolare Palermo, è un luogo immaginario abitata da una società ideale. 

Qui tutto funziona! Tutti i cittadini pagano le tasse per far funzionare i servizi (altrimenti a cosa servirebbe pagarle?!), la spazzatura viene presa in consegna sempre (anche nelle periferie), la viabilità urbana funziona e i mezzi di trasporto pubblico sono puntuali come gli orologi svizzeri! La cosa più bella e funzionale di questo Eden siculo è che tutti i suoi cittadini hanno un lavoro (dunque potere economico), un tetto dove potersi riparare e soprattutto partecipano attivamente alla “vita sociale” della propria città. Lo scenario che sto raccontando ovviamente è immaginario o per lo meno c’è poco di vero. È vero che Palermo è una città che si trova in un isola, è il capoluogo per essere precisi, ma è falso che questa città sia “all inclusive” come si direbbe in un noto spot pubblicitario. Palermo è una città caotica o come direbbe il nostro sindaco “metropolitana” , anche se di metropolitano noi abbiamo solo le leggende! 

Infatti l’inclusione è una di queste! 

Un cittadino con evidente limitazione fisica (e non solo) date da madre natura, se dovesse farsi un giro in città, si sentirebbe come in quel gioco del 1985 Indiana Jones e il Tempio Maledetto. Se dovesse prendere invece i mezzi pubblici dovrebbe cominciare a pensare d’essere concorrente alla più famosa gara automobilistica, la Parigi – Dakar solo che arrivebbe ultimo oppure in ritardo! 

Le strade, i marciapiedi, le buche a forma di Emmental, luoghi di aggregazione, gli uffici pubblici e privati con le loro belle barriere architettoniche stile “art nouveau”! 

Per non parlare della funzionalità a corrente alterna del sistema sanitario locale tipo Crace Anatomy e Dottor Frankenstein! La Burocrazia altra bellezza nostrana, lenta e imprevedibile. Impacciata, certe volte, come il personaggio della Disney, Pippo! 

I Fautori di questo quadro dantesco alla Hieronymus Bosch per intenderci, sono i nostri rappresentanti politici. 

Loro, i politici, sono i direttori d’orchestra e noi dovremmo essere in teoria quelli che suonano gli strumenti, ma spesso noi diventiamo lo strumento stesso. Uno strumento scordato, direi dimenticato, che non produce nessuna nota buona.  Non c’e armonia tra chi dirige e chi suona perché non ci si capisce o semplicemente perché una delle due componenti non è ingrado di suonare e come diceva il sommo filosofo “la vita senza la musica sarebbe un errore”!!!

Francesco Perugia 

Ricordi di cenere 


Proprio non ci riesco a dimenticarti, ogni volta un frammento di memoria scende giù come pioggia riempiendo il vuoto che c’è nel mio cuore.                         

La forza di volontà da sola non basta, non è vero che il tempo brucia i vecchi pensieri trasformandoli in cenere. 

C’è sempre un soffio di vento che li riporta da me… 

Francesco Perugia 

Al tribunale… 

Stamattina sono andato al tribunale di Palermo per risolvere alcune problematiche legate al l’amministrazione di mio fratello Andrea (lui è affetto dallo spettro dell’autismo e vive in un istituto vicino Catania). Per la prima volta nella mia vita ho sperato che almeno in tribunale ci fossero le barriere architettoniche, ahimè non c’erano!  

L’edificio era accessibilissimo! Non appena sono arrivato ho chiesto ad un carabiniere dove si trova l’ufficio del giudice tutelare e lui mi ha indicato il secondo piano, prima di salire però l’agente mi ha pregato di mettere lo zaino nello scanner per capire se c’era qualcosa di sospetto. Tra me e me ho pensato : <<E se mi chiede dei guanti blu? Che gli dico? >>

Risposta irreale n. 1 : <<Sono un nobile disabile decaduto per via delle buche di questa città!!! >>. 

Risposta irreale n. 2 : <<Sono un fan di CSI MIAMI!!!>>. 


Dopo questo flash, entro dentro l’ascensore e mi dirigo al secondo piano. 

Riesco a parlare con un dirigente dell’ufficio che mi propone una soluzione che purtroppo non mi convince del tutto. 

Dopo essere uscito dall’ufficio chiedo a mia madre (si, ci sono andato con la mammina!) di trovarmi un bagno. Lei comincia a chiedere in giro, dopo qualche minuto riusciamo a trovarlo. Per buona educazione si bussa alla porta per capire se il bagno è occupato o meno e mia madre è educata, dunque bussa. Io però gli faccio notare che non credo che proprio oggi ci siano molti disabili in loco a parte il sottoscritto! 

Uscito dal tribunale, vedo un tizio che spinge un carrello di documenti più grande e probabilmente più pesante di lui. Io, per 5 minuti, resto lì e assaporo l’aria fresca che sa di libertà. 

Perché per un motivo strano mi sono sentito stretto delle catene della burocrazia e non è la prima volta!!! 

Francesco Perugia 

Appello ai Candidandi  Sindaci  di Palermo 

Salve sono Francesco Perugia un disabile e vostro concittadino. Qualcuno di voi mi conosce di persona, altri mi conoscono attraverso i media per via delle note vicende degli ultimi tempi che riguardano i disabili gravi di Palermo e Sicilia. 

Sono apparso di meno rispetto alle altre persone disabili  per via della mia timidezza, scherzo! La mia salute altalenante  non mi ha permesso di essere sempre presente in determinati eventi. 

Sto seguendo, ormai da qualche settimana, l’evolversi della vostra avventura politica alla conquista di Palermo e dei suoi cittadini. Uso il termine “conquista” perché saranno (mi auguro) le vostre idee appunto a conquistare il consenso dei cittadini di Palermo e non le reciproche schermaglie che fanno comunque parte del gioco. 

Durante la campagna elettorale, come si usa fare da sempre, si va in piazza, nei quartieri ad ascoltare la gente, i problemi che li affliggono, si usa esporre il proprio programma elettorale e si cerca insieme una soluzione. Questo ormai si fa anche nell’era digitale usando i famosi mezzi di comunicazione come Facebook, Twitter e youtube

È più facile arrivare alla gente, è  una comunicazione trasversale. Chi vi ascolta su i Social ha la possibilità di interagire direttamente con voi e voi con loro. 

Io che sono un di questi, che  rappresento una piccola parte di persone, quelli che fino a qualche mese fa erano “invisibili” agli occhi dei nostri amministratori (almeno di una parte di questi), non voglio star qui a fare un elenco di quali siano i problemi che “escludono”  dalla vita sociale alcuni vostri concittadini perché sono certo che già li conoscete.  Permettermi però di dirvi che certe cose le vivo sulla mia pelle ogni giorno, insieme ai miei cari,  e questo comporta un accumulo (di stress) di esperienza non voluta. 

Potrei stare qui a raccontarvi storie di vita vissuta, altro che leggende metropolitane! 

Quello che vi chiedo è la stessa attenzione che mettete nell’ascoltare tutti, perché noi disabili, persone dette “fragili” (concetto legato più alla salute che al carattere), facciamo parte di questa città, di questa isola. 

Insieme, attraverso un dialogo costruttivo , possiamo risolvere qualsiasi difficoltà e rendere Palermo una città veramente inclusiva

Francesco Perugia 

 

Apologia Del  Pessimista  

Io sono pessimista! Non è solamente un’affermazione così buttata a caso, ma una cosa che io reputo molto seriamente. Il pessimismo per come lo intendo io, non deve essere per forza qualcosa di negativo, anzi nel mio caso può essere interpretato come una forma di “autodifesa” nei confronti della vita. Il pessimista, i momenti di difficoltà,li affronta nel peggior modo possibile. Secondo voi una persona che vive un momento difficile, un periodo brutto può essere lucido, razionale nelle sue scelte? Beh… È difficile, ma non impossibile. Anche l’emotività di certo non rende le cose più semplici, ma non deve essere per forza un’ostacolo, anzi può diventare una componente determinate per il pessimista, per la sua autodifesa. Come fa il pessimista a difendersi dalla vita? In situazioni difficili, il pessimista scarta tutte le soluzioni negative di un determinato problema per arrivare ad una soluzione meno negativa possibile, senza troppi traumi, incidenti di percorso.

Ecco come faccio io quando sono nei guai, in una situazione antipatica, uso il mio pessimismo per trovare la soluzione di un problema che faccia meno danno possibile. Per questo posso definirmi un’ottimo pessimista!

Francesco Perugia 

La solitudine dell’anima di Eugenio Borgna (impressioni) 

Premesso che non è una recensione del libro di Borgna, lungi da me nel voler fare questo, è piuttosto un parere personale sull’argomento trattato, ovvero la solitudine. Lo scrittore ne dà un valore positivo ed negativo al termine solitudine come se stessimo parlando di una batteria “invisibile” da cui l’uomo deve ogni tanto caricarsi. C’è la cosiddetta solitudine positiva, quella in cui una persona ha bisogno di stare da sola con il proprio io (che può essere Natura, Dio ecc. http://www.anobii.com/books/La_solitudine_dell%27anima/9788807104657/018306e38c4e351b52) e quella negativa, dove essa diventa isolamento. 

Se nella prima c’è una necessità di allontanarsi dal resto del mondo, dalle persone per riscoprire la propria essenza interiore, nella seconda c’è una mancanza di  fondo. La totale assenza di comunicazione. Se in quella positiva il distacco è breve e voluto. 

Nella solitudine negativa viene a mancare una ragione per tornare indietro, nel mondo fatto degli uomini. 

Tale fenomeno, produce l’alienazione dell’essere. 

Il libro di Borgna tocca tutti gli aspetti di questo fenomeno, la malattia, la depressione, la paura, la morte quando parla di solitudine come isolamento. 

Invece per quanto riguarda la solitudine positiva   lo scrittore ne dà un accezione più profonda e mistica.

Un libro che consiglio di leggere indipendentemente dallo stato d’animo che uno ha, con molta calma. 

Francesco Perugia